
Un libro, un racconto, una poesia, uno scritto. Ogni parola, ogni segno, anche la più piccola punteggiatura può diventare lo spunto e l’inizio di un grande progetto. Le prossime righe, scaturite e prese in prestito da una delle più illustri “penne” irlandesi del XX secolo, rappresentano l’incipit del mio “Progetto” nonché la nascita di Xaiondesign.
“Estragone prende il cappello di Vladimiro.
Vladimiro si aggiusta con le due mani il cappello di Lucky.
Estragone mette il cappello di Vladimiro al posto del proprio che porge a Vladimiro.
E adesso che facciamo?
Non lo so.
Andiamocene.
Non si può.
Perchè?
Aspettiamo Godot.
Già è vero.
E come?
Non hai sentito cosa ha detto quel ragazzo? Ha detto che Godot verrà di sicuro domani. Che te ne pare?
Allora non c’è altro da fare che aspettare qui.
E’ Godot, finalmente! Siamo salvi.
Sono io , sono io, tiratemi su.
Lo sapevo che era lui.
Chi?
Godot.
Ma non è mica Godot.
E chi è?
Pozzo.
Andiamocene.
Non si può.
Perchè?
Aspettiamo Godot.
Già è vero.
Non perdiamo tempo in chiacchiere inutili. Facciamo qualcosa mentre l’occasione si presenta!
Che stiamo a fare qui, ecco ciò che dobbiamo chiederci.
Abbiamo la fortuna di saperlo.
Si, in questa immensa confusione una cosa sola è chiara.
Noi aspettiamo che venga Godot.
O che cada la notte.
E’ vero.
Andiamocene lontano da qui.
Non si può.
Perchè?
Bisogna tornare domani.
A fare che?
Ad aspettare Godot.
Già è vero.
Non è venuto?
E se viene?
Saremo salvati.
Allora andiamo?
I pantaloni.
Come i pantaloni.
Vuoi i miei pantaloni?
Tirati su i pantaloni.
Già è vero.
Allora andiamo?
Andiamo.
Non si muovono.”

